Quando le donne votarono per la prima volta in Italia

Immaginiamo di non aver mai votato in vita nostra: poi, un giorno di primavera del 1946, ci ritroviamo con una scheda in mano per la prima volta.
Era questa l'atmosfera che si respirava sabato 14 marzo, di mattina, alla Sala Convegni Soffiantini dell'Abbazia della Vangadizza, dove la nostra classe ha partecipato al convegno di studi «Italia 1946. Le elezioni amministrative e il primo voto delle donne», organizzato dall'Istituto di Studi e Ricerche Storiche e Sociali Bonaventura Gidoni (ISERS).

I lavori, coordinati dalla prof.ssa Cinzia Malachin del nostro Istituto, si sono aperti alle 9.00 con i saluti istituzionali; poi la parola è passata ai relatori.

italia1946

Andrea Baravelli dell'Università di Ferrara ha aperto le relazioni con l’intervento «Ricucire il tessuto strappato. Le elezioni del 1946 come prova della nuova democrazia italiana», che ci ha colpito: l'Italia del dopoguerra vista come un tessuto lacerato, e il voto come ago e filo. Non era scontato che funzionasse — vent'anni di fascismo avevano abituato la gente a non decidere nulla — eppure funzionò grazie all’impegno collettivo dei partiti di massa.

Dopo il coffee break ha preso la parola Giulia Cioci dell'Università di Siena con «Cittadine al primo voto. 1946, una "gigantesca sbornia" collettiva». Nel suo intervento, la professoressa ha spiegato che l'espressione era di una scrittrice dell'epoca, usata per descrivere l'euforia incontenibile di chi finalmente si sentiva parte della cosa pubblica.

Debora Linea, ricercatrice ISERS, con «1946, il primo voto universale in Italia: il voto delle donne in Polesine», ci ha poi portato a casa — letteralmente. Con la sua relazione ha mostrato come la grande storia si riflettesse nella nostra piccola provincia: dati, testimonianze, qualche aneddoto locale che ha reso tutto molto più concreto. Non erano personaggi astratti di un libro di testo: erano donne di questi paesi, di queste campagne.

italia1946-

Gli interventi, nonostante siano stati di livello universitario e molto tecnici, sono risultati molto interessanti, soprattutto per noi studenti che ci avviciniamo sia all’esame di Maturità sia al voto in quanto cittadini maggiorenni; perciò ringraziamo l’opportunità che ci è stata data di assistere ad un altro ricordo, documentato, della nostra memoria collettiva.

Gli studenti di 5B CTS

Ultima revisione il 17-03-2026