"Siamo la speranza che non si arrende"
Il 21 marzo a Torino, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, più di 50 mila persone – studenti, cittadini, associazioni e familiari delle vittime – si sono unite per dire no all’omertà e sì alla memoria attiva.

Tra i momenti più intensi, la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie ha reso palpabile il dolore ma anche la forza del ricordo come strumento di giustizia. Gli studenti del Primo Levi, già coinvolti in un percorso sulla legalità, hanno partecipato con emozione e consapevolezza, portando avanti un messaggio chiaro: non dimenticare significa impegnarsi ogni giorno per la verità e la giustizia.
A chiudere la giornata, l’intervento di Don Luigi Ciotti ha ricordato a tutti che “la memoria vera ha un costo” e che “l’omertà uccide”, parole che ci spronano a diventare cittadini attivi e responsabili.

Questa esperienza ci ha insegnato che la memoria non è solo ricordo, ma azione concreta, impegno quotidiano e speranza. Perché ricordare è resistere, agire è cambiare, e sperare è non arrendersi mai.
Angela Bononi e Arianna Ferrighi, 3B SU
Ultima revisione il 26-03-2026
