Un mese a scuola: l’accoglienza non si ferma (e continua a fare centro)
È passato ormai un mese dall'inizio della scuola e delle attività di accoglienza, culminate lo scorso 18 settembre nella manifestazione conclusiva delle "Prime Leve": un appuntamento che, come confermato dai monitoraggi e dal grande entusiasmo registrato, continua a riscuotere un enorme successo. Ma cosa resta di quei primi giorni? E, soprattutto, cosa significa vivere l’accoglienza oggi, a marce ingenti avviate?

Per le nuove classi prime l'ingresso nella scuola non è stato un semplice "ritorno tra i banchi", ma un vero e proprio viaggio alla scoperta della comunità scolastica. Le prime settimane sono state scandite da attività mirate: dai giochi di conoscenza per rompere il ghiaccio e fare squadra, fino agli incontri dedicati alla condivisione e alla comprensione del Regolamento d'Istituto, presentato non come un elenco di rigide regole, ma come il patto di convivenza civile che regge la nostra quotidianità.
Ma la vita della scuola, si sa, va ben oltre le lezioni in classe. Lo sanno bene gli studenti e le studentesse che, in questi giorni, hanno avuto modo di conoscere l'offerta formativa ed extracurriculare grazie agli incontri con i docenti referenti e al supporto prezioso dei compagni più grandi.
Dalla creatività ai saperi: i progetti "Artistica-mente 3.0", SEB e ICDL

Al centro di questo primo mese ci sono state le grandi opportunità offerte dall'istituto, a partire dai corsi gratuiti del progetto “Artistica-mente 3.0”. Un vero e proprio motore di talenti e aggregazione: dai laboratori storici come il laboratorio di musica e canto “Jonathan Livingston”, il Corpo creativo di danza, il laboratorio di strumento e il corso di teatro “Dai banchi alla scena”, fino agli spazi espressivi come “Dalla voce al testo” (il giornalismo scolastico e la grafica, uniti al podcast da quest’anno) e il laboratorio di murales per lasciare un segno indelebile di colore. Inoltre, il laboratorio di fumetto, il videomaking, il cineforum per riflettere sul presente e persino un corso di criminologia e diritto. Infine, la novità: il corso di yoga.

Accanto all'arte, l'accoglienza ha abbracciato la formazione civica e digitale con la presentazione dei progetti SEB (incentrati sulla prevenzione del bullismo e cyberbullismo attraverso momenti di confronto partecipato e l'ascolto dello Sportello Educativo) e dei percorsi ICDL, fondamentali percertificare le competenze digitali indispensabili nel percorso di studi e nel futuro professionale.
Un mese dopo: qual è il senso di tutto questo?
A distanza di trenta giorni dalla campanella d'inizio, tirando le somme, la risposta è chiara. L’accoglienza non è una parentesi chiusa nei primi giorni di settembre, né una semplice sfilata di presentazioni. L'accoglienza è un metodo, una scelta quotidiana che dimostra come la scuola sia uno spazio aperto, inclusivo e ricco di stimoli, non solo un luogo di obblighi e diventa – a tutti gli effetti – una palestra di vita e di futuro.
Ultima revisione il 14-10-2026
