Anche quest’anno, presso l’ Istituto d’ Istruzione Superiore Primo Levi di Badia Polesine, si rinnova il tradizionale appuntamento con il circuito teatrale Arteven, con l’attrice Eleonora Marchiori e la regista Maria Celeste Carobene della compagnia Matricola Zero e la loro lezione spettacolo “I piccoli maestri” dedicato all’autore Luigi Meneghello. Le classi quinte hanno potuto assistere ad una suggestiva interpretazione di alcuni passaggi della vita dell’autore e dell’opera, in cui, in chiave biografica, viene descritto il lato più antieroico della guerra partigiana. “Il titolo del libro, “Piccoli maestri”, è la traduzione di un’espressione francese – spiega Umberto, uno studente - ed indica dei beneducati banditi del ‘700 inglese. A quei banditi Meneghello e i suoi amici si ispirano nell’intraprendere la lotta partigiana, che vorrebbero con solide basi etiche, con un occhio rivolto alle esigenze del popolo “La guerra per bande c’è, la pace per bande no” scrive Meneghello, quando nel 1964 pubblica l’ opera. La citazione riprende il concetto di solidarietà, ma considerato secondo i comportamenti egoistici dell’essere umano. Quando è il momento di prevalere sugli altri e di proteggere se stessi, allora si guarda oltre il proprio contesto e si ricercano le alleanze o i rapporti umani. Quando bisogna dedicarsi al benessere globale ed alla stabilità sociale, si predilige la propria dimensione e non ci si accorge delle problematiche esterne”. Così accade anche nei conflitti mondiali, in cui si formano delle coalizioni per sovrastare i nemici e nel momento degli armistizi o dei trattati di pace non ci si riesce ad accordare, poiché ognuno, egoisticamente, pensa ai propri interessi. “Fondamentale, perciò, è la figura di Simonetta, - prosegue Noemi, una studentessa - che accompagna Luigi nella sua opera e gli ricorda la fragilità dell’essere umano in contesti sovrumani come la guerra. La solidarietà, nel loro rapporto, si evidenzia nella vicinanza che si dimostrano ed è letta in chiave antitetica rispetto a quanto detto anteriormente. “Passavamo le notti seduti sui sacchi fianco a fianco” riporta l’ autore, descrivendo l’ importanza di questo sentimento, specialmente nei momenti in cui si è spiritualmente assenti, ma fisicamente presenti. La guerra porta le persone ad estraniarsi dal presente, inArteven Meneghello autrici quanto cercano una dimensione migliore in cui rifugiarsi per sopravvivere e riportare in auge la dignità calpestata dal contesto. In tale ambito, il ricordo e la memoria sono aspetti che non vanno assolutamente sottovalutati”. Le illusioni sono dannose per l’ essere umano, giacché lo nutrono di aspettative tanto realizzabili quanto ingannatrici; ma il ritorno all’infanzia ed ai momenti felici della propria vita permette un migliore superamento di quanto accade. “Il circuito Arteven ancora una volta non delude le aspettative – commenta la docente Rosanna Antoniolo, referente delle attività culturali – avvicinando i ragazzi, in modo accattivante ed efficace, un autore quasi sconosciuto, che invece parla “a” loro e “di” loro, ricordandogli di tanti loro coetanei che hanno riflettuto sulla guerra che stavano vivendo.”
“Il nostro Istituto da diversi anni coglie le opportunità che Arteven gli mette a disposizione – commenta il Dirigente Scolastico Amos Golinelli – proponendo sempre lezioni spettacolo di alto livello, con gli attori e registi davvero di livello. Il loro modo di affrontare tematiche civili importanti, attraverso figure di intellettuali a volte anche poco conosciuti, rinforza il nostro proposito di dare sempre nuovi spunti di riflessione ai nostri studenti e alle nostre studentesse, affinché maturino una solida coscienza di cittadini e cittadine”.

Umberto Ghedini e Noemi Menoni, 5BL

(Matricola Zero: Maria Celeste Carobene, Eleonora Marchiori)

c.m

https://www.rovigo.news/arteven-porta-luigi-meneghello-al-primo-levi/

 

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