Sabato 22 ottobre si è svolta un’importante cerimonia di intitolazione presso la sede “L.Einaudi” di Badia Polesine, a partire dalle ore 11. Alla presenza di ben quattro Dirigenti Scolastici, Amos Golinelli, l’attuale, Piero Bassani, Maria Grazia Faganello e Fausto Merchiori, e di tre sindaci, Antonio Rossi, l’attuale, Edo Boldrin, Paolo Meneghin, di un nutrito numero di docenti, anche in pensione, e di studenti, della dott.ssa Laura Pangallo, figlia dell’Ispettrice, e del prof. Benedetto di Rienzo, stretto collaboratore della dott.ssa Barella, è stata svelata la targa che formalizza l’intitolazione dei laboratori di Economia e Informatica dell’Istituto alla dott.ssa Alda Barella, Ispettrice Centrale presso la Direzione Generale dell’Istruzione Tecnica del Ministero della Pubblica Istruzione, che diede tra gli anni Ottanta e Duemila, un fondamentale contributo per trasformare un morente ITF nell’Istituto con il più alto numero di iscritti dell’Altopolesine, cioè l’IIS Primo Levi oggi. La cerimonia ha previsto gli interventi di chi collaborò a stretto contatto, in quegli anni, con l’ispettrice, al fine di restituirne l’autorevolezza professionale, ma anche lo spessore umano.
L’ex Dirigente Fausto Merchiori ha ripercorso le tappe salienti della carriera della dott.ssa Barella, che prima diBarella Merchiori arrivare al ruolo ministeriale è stata docente e poi Preside di Istituti Comprensivi e di Istituti di Istruzione Superiore, e ha ricordato che “ erano gli anni ottanta, quando la consapevolezza della necessità di innovare i tradizionali ordinamenti scolastici, specie nell'istruzione tecnica, portò da un lato al diffondersi di sperimentazioni autonome e dall’altro ad un intervento strutturato nei processi di reimpostazione dei curricula in particolare degli istituti tecnici da parte del Ministero della Pubblica Istruzione”. Così, con il decisivo e diretto impegno dell'Ispettore Barella, vennero elaborati specifici progetti sperimentali per i diversi indirizzi dell'Istruzione Tecnica, che allora da molti era vista come una possibilità di ascensione sociale. Tali progetti, definiti “assistiti”, in quanto sostenuti e seguiti direttamente nel loro divenire da un Ispettore Ministeriale affiancato da un gruppo di lavoro costituito da docenti e presidi dalla particolare esperienza nella conduzione di iniziative di sperimentazione, segnarono positivamente il cammino dell'Istruzione Tecnica, sino al loro inserimento negli ordinamenti dell'Istruzione secondaria di secondo grado. L'ispettore Barella promosse e coordinò, in particolare, l'elaborazione dei progetti afferenti ai comparti giuridico economico aziendale, linguistico - aziendale e turistico. “Nella sua opera “Essere per educare”, del 2009, - ha riportato Merchiori - l'Ispettrice sintetizza i principi ai quali ha ricondotto il proprio impegno nel mondo e per il mondo della scuola “Insegnare e condurre la scuola significa impegnarsi senza riserve in un rapporto etico che lega alunni, docenti, Dirigenti e famiglie e chiede a chi insegna di avere competenza, tatto, coerenza nel comportamento e nell'azione, comprensione delle difficoltà, ma anche schiettezza evangelica degli ideali”.
Chiamata nel 1986, dall’allora ministro della Pubblica Istruzione Franca Falcucci al coordinamento del Piano Nazionale di Informatica, Barella contribuì alla diffusione nella scuola italiana anche di una cultura più aperta alle innovazioni tecnologiche e maggiormente consapevole delle sfide che a livello mondiale il sistema della formazione doveva affrontare. “Per la rilevanza del contributo educativo culturale di alto profilo istituzionale assicurato nel corso della sua operosa carriera – ricorda Merchiori - il 27 dicembre 1995 fu insignita dell'onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e, il 16 febbraio 1999, fu altresì insignita della medaglia d'oro quale Benemerita della scuola, della cultura e dell'arte.”

Attraverso poi i contributi, puntuali e affettuosi, del prof. Paolo Zarattini, memoria storica del comparto docenti, che guidati da Barella vissero e si spesero per il percorso che dall’Istituto Tecnico Femminile portò all’Istituto Tecnico per le Attività Sociali “L. Einaudi”, e del Dirigente Benedetto di Rienzo, già dirigente dell’Istituto Tecnico “Tosi” di Busto Arsizio, considerato all’epoca polo di riferimento nazionale per questa trasformazione dell’Istruzione Tecnica, e stretto collaboratore dell’Ispettrice, la figura professionale della dott.ssa Barella è stata completata con il ricordo della sua capacità di “fare squadra”, senza perdere mai la sua autorevolezza, consapevole che “non si lavora nella scuola, se tra i docenti non c’è amicizia” - come ha ricordato Di Rienzo.
“Intitolare questi particolari laboratori – ha poi ricordato il Dirigente Piero Bassani – rinnovati qualche anno fa grazie ad un bando della Fondazione Cariparo, sta proprio ad indicare che l’entusiasmo e l’insegnamento della dott.ssa Barella per l’innovazione didattica, tecnologica e, in fondo, pedagogica, sono ancora presenti. Barella BassaniQuando sono arrivato all’allora ITF, nel 1979, come docente, c’erano solo 5 classi e meno di ottanta studentesse, quando sono andato in pensione, come Dirigente nel 2020, nell’IIS Primo Levi di classi ce n’erano 51 e quasi mille gli studenti, in nove indirizzi di studi.”
Alla fine della cerimonia, un momento conviviale, curato dai ragazzi dell’IPSAA Bellini, indirizzo Alberghiero, di Trecenta, coordinati dalla prof.ssa Graziella Turatti, ha permesso ai numerosi presenti di condividere ricordi e il piacere d’aver lavorato insieme.
“Sono particolarmente orgoglioso di questa giornata – dichiara soddisfatto il Dirigente Scolastico Amos Golinelli – perché anche nell’organizzazione essa ripropone quello che è stato l’insegnamento forse più importante della dott.ssa Barella, cioè l’importanza della collaborazione. Oggi, qui due Istituti hanno fatto squadra: oltre al Primo Levi, l’IIS di Castelmassa nella sua sede dell’IPSAA di Trecenta, a dimostrazione che quando i progetti sono importanti, la voglia di sostenersi viene naturale. Io sono arrivato come docente, all’Einaudi, nel 1993 e ci sono rimasto vent’anni come docente, per poi tornarci nel 2020 come Dirigente; è come essere tornato a casa, perché è proprio così che ci si sentiva in quella scuola, che si trasformava attraverso la passione e l’impegno dei suoi docenti e del suo Dirigente.”

c.m.

 

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