La realizzazione del progetto “Noi per voi - Arsenale della Pace SERMIG” a lungo è sembrato una chimera, tra rinvii e rischi di cancellazione; ma la dedizione del docente organizzatore Andrea Libanori e l’entusiasmo degli alunni della classe 5BSA dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine hanno permesso di raggiungere Torino, nel mese di dicembre, nonostante il momento emergenziale.
“Mi sembra in un certo senso rispecchiare la vicenda dell'Arsenale della Pace - SERMIG" dichiara Luca Ferrari, studente della classe "considerando che esso nasce proprio da una storia di entusiasmo, perseveranza e dedizione ad un sogno”. Il SERMIG è infatti figlio della volontà di Ernesto Olivero e sua moglie Maria Cerrato di porre fine alla fame nel mondo. E sebbene a molti l’idea di questi due ragazzi, allora poco più grandi degli studenti che ora visitano l’Arsenale, potrà essere sembrata più che altro un'utopia, il tempo ha dimostrato il contrario. Oggi il SERMIG fornisce aiuto concreto a migliaia di persone in tutto il mondo, tramite strutture e progetti dedicati alla solidarietà, come gli stessi studenti della 5BSA hanno potuto constatare in prima persona. Nel corso della loro permanenza presso l'Arsenale, infatti, i ragazzi si sono occupati di una serie di mansioni normalmente svolte dai volontari del SERMIG: lo smistamento di vestiti donati da privati cittadini all’Arsenale: un compito apparentemente semplice - finché non si considera che ogni giorno ne arrivano oltre dieci quintali, che i volontari si occupano di selezionare, destinando parte alla vendita per l’autofinanziamento, parte alla donazione ai più bisognosi attraverso l’Emporio Solidale, parte all’invio in Paesi poveri, dove vengono recuperate le stoffe, a loro volta poi riutilizzate. Ciò che più ha colpito i ragazzi sono state l’attenzione e la cura poste nel processo di cernita, secondo un criterio semplice ma efficace: “Lo regalerei alla persona a cui voglio più bene?”. Una frase eloquente, che testimonia la volontà di restituire dignità a chi è in difficoltà, anche attraverso un gesto apparentemente di così poco conto.Gli studenti hanno successivamente avuto modo di toccare con mano le iniziative di accoglienza del SERMIG, visitandone i locali dedicati all’Accoglienza femminile e incontrandone la responsabile Beatrice, che ha illustrato in modo dettagliato le caratteristiche di questa attività. In proposito, Ginevra Silvestrini osserva che"Ammirevole è l’occhio di riguardo nei confronti di quelle categorie di persone escluse dai piani di accoglienza comunali, le quali possono invece trovare rifugio nell’Arsenale e sostegno nei volontari. Si tratta a tutti gli effetti di una grande famiglia, poiché “famiglia” è quell’ambiente in cui vieni accolto incondizionatamente, senza il timore di essere giudicato, dove ciascuno dei suoi membri è ben disposto a partecipare alla costruzione del tuo futuro e, chissà, magari anche a permetterti di percepire la realtà circostante attraverso nuovi occhi." L’ultima attività a cui gli studenti hanno partecipato è consistita nel riordinare e riorganizzare il magazzino dell’Emporio Solidale dell’Arsenale.
“Si è trattato di un'esperienza significativa, che ci ha profondamente, offrendoci diverse occasioni di crescita personale - afferma Giada Fracassetto - mi ha arricchita molto dal punto di vista umano, in quanto mi ha permesso di comprendere l'importanza che ha ogni singolo gesto di bene, perché, anche se a noi appare come insufficiente o piccolo, è grazie all'insieme di tutte queste azioni compiute da tante persone che è possibile cambiare in meglio la vita di una persona in difficoltà, ma anche la nostra stessa vita”. Durante la permanenza a Torino, non sono mancati i momenti culturali: la visita guidata al Museo Egizio, la Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema.
“Ringrazio i docenti accompagnatori, proff. Andrea Libanori e Laura Pozzatti e il Consiglio di Classe, che ha creduto molto nel valore educativo di questa esperienza, sottoliena il Dirigente Scolastico Amos Golinelli - che hanno permesso a questi ragazzi di vivere questa significativa esperienza di PCTO. Noi come Istitutio crediamo davvero molto in queste esperienze che hanno una ricaduta civica impareggiabile”.

(dal testo di Luca Ferrari e Ginevra Silvestrini; un ringraziamento particolare per il suo contributo a Giada Fracassetto.
Fotografie di Anna Chinaglia e Luca Ferrari.)

 

 

 

c.m.

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