“L’attività PCTO “Esperienze di Bellezza” con Libera il g(i)usto di Viaggiare” - racconta Giulia Carotta della classe 5 ATCA - ha visto coinvolte tre classi quinte dell’istituto Primo Levi, di entrambe le sedi Einaudi e Balzan, ci ha permesso di conoscere a fondo i temi della legalità, della cultura e della storia mafiosa e non, che ha segnato la Sicilia, ma in particolare Palermo e tutti i paesi del territorio che lo circonda”.
“Il nostro istituto è stato il primo ad inaugurare la ripresa di questa fantastica esperienza successivamente al blocco dovuto all’emergenza sanitaria che ci ha colpito – prosegue Alice Dacomo della classe 5 BTCS- e probabilmente siamo stati il primo istituto in Italia ad aver avuto la possibilità di viaggiare”. “Questo viaggio, dopo giorni di emozione e di attesa della partenza e dell’irrefrenabile voglia di scoprire a fondo ciò che ci aspettava – riporta Rocco Zamarco della classe 5 BTI - è iniziato lunedì 29 novembre, alla stazione ferroviaria di Rovigo, da cui siamo partiti alla volta di Roma Termini, per il cambio con il treno con cui, in traghetto, abbiamo attraversato lo stretto di Messina, per poi raggiungere Palermo. Siamo tornati il 5 dicembre”.
Una volta arrivati a destinazione, i ragazzi, con i docenti Michele Lionello, Andrea Libanori e Raffaella Verzola – hanno raggiunto la Bottega dei Sapori e dei Saperi della legalità, dove hanno avuto un resoconto generale di ciò che avrebbero fatto nei giorni seguenti., per poi proseguire alla volta di piazza Magione, via D’Amelio e l’albero Falcone.
Tra le attività che li hanno coinvolti, un laboratorio di cucina che ha permesso di conoscere ed apprezzare i prodotti Libera Terra, nati per restituire valore e bellezza alle terre liberate dalle mafie, il tutto con la collaborazione avviata da “Cotti in Fragranza”, realtà cooperativa di reinserimento sociale che nasce all'interno del carcere minorile Malaspina di Palermo. Il riscatto delle terre, e il riscatto delle persone, si coniuga nella cultura del buon cibo, per conoscere e assaggiare una delle più popolari pietanze dello street food palermitano. Inoltre, l’incontro con una realtà impegnata in attività sociali a Palermo, per una testimonianza di cambiamento e impegno civico, a Brancaccio, il quartiere di Padre Pino Puglisi, dove Valentina ha portato la sua forte testimonianza di impegno nel territorio.
Le classi hanno potuto visitare la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro di Trapani, che è stata la prima riserva naturale istituita in Sicilia, ricca di cultura, storia e tradizioni, con un paesaggio meraviglioso, e raggiungere Cinisi per visitare la Casa della Memoria Felicia e Peppino Impastato, dove hanno potuto ascoltare una testimonianza sulle lotte contro la mafia da parte del fratello Giovanni
tra le realtà visitate, oltre all’intera citta di Palermo, anche la Cantina Centopassi e il memoriale di Portella della Ginestra, rispettivamente una cantina che sorge su territori sequestrati alla mafia e un memoriale di quella che è considerata la prima strage mafiosa avvenuta il 1° maggio 1947.
“L’esperienza è stata profondamente e molto formativa grazie all’ausilio delle mediatrici culturali della Cooperativa “Palma Nana” che ci hanno accompagnato per tutta la durata del viaggio – afferma il prof. Lionello - e hanno saputo spiegare la storia di ogni luogo che visitavamo e sciogliere ogni dubbio circa la storia o le persone coinvolte negli avvenimenti che ci raccontavano”.
“L’unicità della esperienza è stata dettata anche dal fatto che – sottolineano i docenti Libanori e Verzola - quando si visita Palermo non si pensa mai di visitare il quartiere di Brancaccio o la Piana degli Albanesi pur essendo anche essi luoghi che sono parte della nostra storia e che influenzano l’Italia di oggi e continueranno ad influenzarla”.
Soddisfatto della ripresa di queste attività e della buona riuscita di questa esperienza in particolare il Dirigente Scolastico Amos Golinelli “questa esperienza non ha solamente arricchitio i nostri studenti culturalmente, ma di certo ha fatto anche ri-provare quellegruppo finale emozioni che non provavano da tempo a causa della pandemia, e che alla loro età sono particolarmente importanti”.

 

 

 

 

 

 

 

c.m

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