Golinelli Bernecoli“Sono ancora molti i punti di domanda che aspettano una risposta, non possiamo che aspettare” così riassume il Dirigente Scolastico dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine, Amos Golinelli, lo stato d’animo di chi come lui, con il suo staff, deve orgnizzare la ripresa delle lezioni, prevista per il 16 settembre, in piena sicurezza.
Una delle domande più importanti riguarda il grenn pass. Al momento Antonello Giannelli, Presidente nazionale ANP non ha firmato il Protocollo perché l’associazione da lui presieduta è contraria alla possibilità che le scuole si facciano carico del costo dei tamponi. “Inoltre, - si legge sul sito - il testo non chiarisce quali siano i dipendenti non vaccinati che hanno diritto al rimborso del tampone. L’ANP non intende favorire alcuna logica di “sostituzione” della vaccinazione con il tampone. Deve essere chiaro: si tratta di tutela della salute collettiva e questo per noi è prioritario. Ci riserviamo di rivedere la nostra posizione se e quando il testo del protocollo sarà modificato nel senso da noi chiesto”. Un altro importante passaggio è quello dei controlli: la verifica può essere formalmente delegata dal dirigente scolastico, che non può essere contemporaneamente presente in diversi plessi, al personale della scuola. Su questo punto ci sono ancora diverse perplessità. Il personale amministrativo, oggetto anch’esso di tagli consistenti in passato, non è in numero sufficiente per poter rispondere a questa necessità, che si aggiunge alle già complicate operazioni di inizio anno, che anche quest’anno contemplano la nomina a tempo determinato di alcuni docenti. “Nonostante l’UST abbia accelerato i tempi rispetto agli scorsi anni, non posso affermare che il nostro Istituto abbia già a disposizione l’intero corpo docente per assicurare un servizio ottimale fin dai primo giorni” - commenta Golinelli che durante il mese di agosto è stato presente sia presso il Levi, ma anche presso l’IC di Fiesso Umbertiano, di cui però ancora non sa se conserverà la dirigenza.
“Al momento - afferma il prof Arturo Bernecoli, Referente per la sicurezza dell’Istituto e Coordinatore SIRVESS provinciale e regionale – gli unici documenti di riferimento sono il Piano Scuola e una nota tecnica del Ministero, a firma di Stefano Versari di quaslche giorno fa, che contengono però solo delle indicazioni. In base a questi documenti è necessario dare priorità alla didattica in presenza, mantenendo il distanziamento. Dicono anche però che se non è possibile, considerati gli spazi disponibili, mantenere il distanziamento si continuino ad usare le misure non farmacologiche di contenimento, ossia le mascherine chirurgiche. Il Piano Estate riporta anche che dovranno essere gli Uffici Scolastici Regionali a declinare operativamente quanto necessario, ed è questo documento che al momento ancora non c’è. Il Piano scuola è un documento molto ampio che parla delle mense, delle palestre, di sanificazione e di molte altre cose; quello che serve ora è entrare nel merito delle singole questioni e capire cosa bisogna fare.”
“Saranno 50 le classi che torneranno sui banchi di scuola a metà settembre – e purtroppo abbiamo dovuto rifiutare delle iscrizioni alle classi prime, perché pensavamo che i parametri del distanziamento sarebbero rimasti gli tessi dell’anno scorso”. L’indicazione della possibilità di “ammorbidire” la questione distanziamento è arrivata in ritardo e così il Dirigente, per poter garantire la sicurezza nelle classi prime, in base ai parametri in vigore fino a luglio, ha dovuto rifiutare alcune iscrizione al Liceo delle Scienze Umane, decisioni che diventano ancora più amare se poi le regole cambiano da un giorno all’altro.
“Affrontare il nuovo anno scolastico con l’obiettivo di garantire il mantenimento in salute di tutti è senza dubbio una priorità e sono d’accordo con la promozione della vaccinazione per i docenti e il personale ATA in generale. La nostra è una comunità numerosa, non si può ragionare in termini di individualità sparse. Aspettiamo e speriamo che le decisioni che si prenderanno non rendano ancora più complicato la ripresa delle lezioni, che richiede un coordinamento complicato già in tempi normali”.

 

 

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